macchiaioli

    IN MOSTRA


La mostra dei Macchiaioli

di Francesca Romana Fragale

Fino al 4 settembre continua la mostra sulle collezioni svelate dei Macchiaioli al Chiostro del Bramante a Roma. La mostra offre opere in gran misura inedite perché per lo più confluite in collezioni private e pertanto consente un’originale analisi del più grande movimento pittorico italiano del diciannovesimo secolo. Un cenno di plauso meritano i collezionisti d’arte che all’epoca hanno compreso la grandezza di quegli artisti, consentendo oggi la visione di questa raccolta di capolavori.

Coevi agli impressionisti, i macchiaioli hanno rifiutato la pittura celebrativa e scardinato i dogmi dell’Accademia. Hanno propugnato la pittura all’aperto e ‘alla prima’, con predominanza del colore sul disegno, attraverso ‘macchie’, come epitetate all’epoca da un detrattore del movimento.

Fattori custodiva in un piccolo armadio delle sue piccole tavole di paesaggi che mostrava solo agli amici, di slancio intimistico, che anche da sole meritano la mostra.

Ritratti di Ghiglia, Lega, Boldini, scene familiari di Borrani, vedute urbane di Signorini, straordinari tanto per la resa quanto per la peculiarità del soggetto. Il Ghiglia, ad esempio, trae due ritratti di spalle, senza volto, encomiabilmente riuscendo a definire le personalità delle donne riprese. Un piccolo cimitero narrato dal Signorini con un cielo celeste con poche nubi bianche. L’analfabeta, una contadina che attendeva che la signora scrivesse al suo posto di Borrani. E così via. Assieme ad una serie di delicati paesaggi indimenticabili per la luce eccezionale che emanano.

Lo straordinario movimento italiano, inizialmente con sorte inferiore dei contemporanei francesi, trova un pieno riscatto per la fierezza dell’esecuzione dei dipinti e per il dubbio che ha l’osservatore se alcuni spunti di innovatività degli impressionisti non siano stati ideati dai nostri macchiaioli.