OPERA'

All’Opéra di Nizza Don Giovanni di W.A. Mozart con il  baritono Andrei Kymach nel ruolo–titolo

Francesca Graziano

Del Don Giovanni di Mozart Richard Wagner diceva  che era l’opera per eccellenza, l’opera delle opere. Aristocratico libertino, perverso compulsivo  se non il diavolo in persona:  attraverso mimica e gestualità Andrei Kymach con la regia molto teatrale di Daniel Benoin  riuscirà a dare  al personaggio  quel tocco luciferino che  tanto  si addice alla sua debordante e complessa  personalità?  Salutato da un successo travolgente al Teatro Reale di Praga dove venne rappresentato il 29 ottobre 1787,  malgrado fosse stato costruito come un dramma giocoso, il melodramma  di  Mozart  è percorso da un potente soffio drammatico  per cui Don Giovanni è stato sempre considerato un’opera tragica.  Ma  il gusto della sfida insita nel pervicace peccare di Don Giovanni, il suo eroico orgoglio, l’amara e vertiginosa seduzione del peccato non sono affatto in contraddizione con la gioia e la grazia degli altri personaggi.    E’ infine questo melange di generi,  comico e drammatico,, sublime e derisorio, dove l’alto e il basso della natura umana   vanno  a braccetto,  la grande forza di  Don Giovanni,  che trova  in  Mozart la sua  espressione perfetta.  La  musica del genio di Salisburgo,  così versatile e profonda nel contempo,  è stata capace di   dare a questo mito straordinario la forza della realtà.  La sua complessità ed ambiguità sono a volte così grandi  da lasciare   ai cantanti  e  ai registi   immense possibilità d’interpretazione  e questo  succede soltanto  ai capolavori  assoluti.  Considerato fra i massimi e più perfetti esempi di teatro lirico, la storia del dissoluto punito  risale a El Burlador de Sevilla (1630) di Tirso de Molina. , da cui  Molière ha tratto il suo Don Giovanni, ma la musica di  Mozart già dall’ouverture  avvolge l’insieme  in una dimensione metafisica che oltrepassa  di molto   l’anedottica.  Cast:  nel ruolo-titolo  l’ acclamato baritono Andrei Kymach, Ramaz Chikviladze, il Commendatore,  Natalia Pavlova (soprano) incarnera Donna Anna,  Alessandra Volpe (mezzo) Donna Elvira. Mirco Palazzi ( Leporello). Regia di   Daniel Benoin ,  scenografie di Jean-Pierre Laporte, costumi di Nathalie Berard Benoin, video di Paulo Correia.   Dirige   l’Orchestra  Filarmonica di Nizza  e  il Coro dell’Opèra  il direttore musicale Gyorgy G. Rath.  (Dal 18 al 24 gennaio). La stagione lirica di  Nizza continua  a marzo  con La Carriera del libertino (The Rakes’s progress) opera in tre atti di Igor Stravinsky. Creata il 1 settembre 1951 alla Fenice di Venezia  l’opera,  un capolavoro del xxesimo secolo, si ispira a una  serie di  otto stampe del pittore inglese William Hogarth che illustra il progressivo degrado di un giovane uomo.  L’ombra di Don Giovanni e il mito  di Faust   non sono lontani  dalla rilettura  di Wystan Hugh Auden e Chester Kallman che  firmano il libretto   rimarchevole per creatività. La carriera del credulo  Tom Rakewell manipolato dall’inquietante Nick Shadow che ha preso al suo servizio terminerà nella debauche e nella follia. Ormai rovinato  Tom finirà col giocarsi l’anima a carte con il suo servitore  che si rivelerà essere il diavolo . Con Julien Behr, Vincent Le Tessier, Amelie  Robins, Isabelle Druet, Kamelia Kader,  Regia di Jean De Pange, scene e costumi di Mathias Baudry.  Dirigerà L’Orchestra Filarmonica e il Coro dell’Opera  di Nizza Roland Boer (Dal 1 al 5 marzo) . Tutta la stagione lirica  di quest’anno ha come filo conduttore  i drammi  di Faust e di Don Giovanni,  ad eccezione dell’opera orientalista  di apertura I pescatori di perle di Georges Bizet. La damnation de Faust di Hector Berlioz in calendario a partire dal 22 marzo, definita dall’autore una leggenda drammatica in quattro parti, è  difficile da portare su scena, tant’è che verrà eseguita in forma di concerto. La partitura, di estrema raffinatezza, verrà affidata  alla bacchetta prestigiosa di  John Nelson a capo dell’Orchestra Filarmonica di Nizza e dei Cori dell’Opera di Nizza e di Monte-Carlo,  Faust sarà John Irving , Mefistofele Rubens Amoretti , Margherita Karine Deshayes. Creata in  concerto  il 6 dicembre 1846 all’Opéra Comique di Parigi La Damnation , più oratorio che opera,  risente  di un teatro dell’immaginario che unisce tra  loro  le diverse scene musicali.  A completare  il mito di Faust non poteva mancare  il colossal epico-metafisico di Friedrich W. Murnau, film del 1926, con musiche improvvisate al piano di  Jean-Francois Zygel. (17 marzo). La leggenda di Faust è stata portata al cinema diverse volte , ma la versione realizzata da  Murnau  rimane  la più celebre.  Con il suo  genio indiscusso  il regista tedesco ha  raccontato in maniera nuova e appassionante la tragedia dell’uomo  disposto a sacrificare la propria anima in nome dell’onnipotenza, della giovinezza e dell’amore. Chiuderà la stagione  il baritono verdiano Leo Nucci con una carrellata dei suoi più noti successi.   Reduce dai trionfi del Teatro Regio di Parma  dove ha interpretato  Rigoletto e dal Teatro La Scala di Milano dove è stato Simon Boccanegra, Leo Nucci sarà accompagnato dall’Italian Opera Chamber  Ensemble( 23 marzo) . Info: www.opera-nice.org