Bonanni Claudio

26/11/2015

 

Nelle vene del legno la linfa dell’Arte”

TECNICA IMPIEGATA:

“Pittura a risalto”

Si tratta di una mia tecnica personale, maturata negli; anni dal mio interesse e amore per il legno, tecnica ben diversa da quella della pittura tradizionale, sia per i materiali e i colori, che per la sostituzione della tela con più superfici di legni e compensato. Con questa tecnica vengono impiegati diversi legni pregiati, come la radica di rosa, l’ebano, la betulla, il frassino, il tiglio, il rovere e altri, negli spessori da uno a sei millimetri, che sagomati e intagliati, allineati o sovrapposti, colorati con apposite tinture impregnanti e lacche specifiche per il legno, danno alla figurazione un aspetto del tutto nuovo e piacevole – dicono – proprio per la trasparenza delle venature e sfumature dei legni utilizzati. Questa tecnica deriva da quella usata per gli antichi mobili di pregio, che gli ebanisti o lucidatori di oggi impiegano per riportare il legno antico all’originale bellezza e freschezza, con gli stessi colori e lacche da me utilizzati.
Opere
Tutto incominciò per caso.
Tutto ebbe inizio con la scoperta della radica di rosa, un legno senza pari per bellezza e intensità delle sfumature.
E’ da lì, 15 anni fa, che partirono i primi passi dell’avventura pittorica di Claudio Bononni, autodidatta assoluto nell’espressione artistica della sua creatività.   Quella radica di rosa che gli venne indicata da un esperto di legnami, cresceva anche nel suo giardino: dopo averne curato la stagionatura il “nostro” l’ha trasformata in supporti di pochi millimetri con le attrezzature di vecchio hobbista intagliatore. Da li è passato ad assemblarle in collage su tavole di compensato.

L’esordio fu in chiave di puro astrattismo, secondo le linee che la natura stabiliva nelle forme assunte, volta volta, dalla radica: per l’artista si trattava di valorizzarne gli accenni, le evocazioni, le possibilì interpretazioni. Un cammino fatto di perfezionamento della tecnica e di intuizioni estetiche.Con le opere di questo primo periodo astratto si può letteralmente inventare la prospettiva: scegliendo in libertà l’alto e il basso, la destra e 1a sinistra, sì arriva ed intravedere soggetti altri da quelli indicati dall’autore. Ecco allora la necessità di far riferimento alla posizione dell’occhiello sul retro della cornice.

Ma la strada del legno era oramai segnata e il poliedrico artista che si è rivelato Claudio Bononni ha iniziato o esplorare le potenzialità offerte da altre essenze: ebano, frassino, tiglio, noce, palissandro: ha distillato, sempre su supporti di spessore millimettrico, l’estro creativo del pittore, la competenza del] ”intaglio tore, la forza dello scultore, raggiungendo risultati polícromotící di insolita forza espressiva. Questa è la fase in cui le realizzazioni si sono avvalse di tinture impregnanti e lacche apposite, le tempere all’epoca e tutt’ora sono completamente escluse.
Lo sguardo sul mondo si è affinato e ha dato luogo alla rappresentazione della condizione umana nelle sue attività quotidiane più disparate: figure stilizzate provenienti da un canovaccio fedele o se stesso, ma letture sempre nuove e diverse.

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Le ispirazioni più recenti provengono da “1 Sapiens”, “1 Potenti”, “I Contestorori”, “I Cervelloni”, insomma dalle categorie delle inclinazioni umane secondo una lettura circostanziata dell’età contemporanea. lronia ed empatia arricchiscono il tutto declinato, o seconda dell’ispirazione do delicatezza o intensità policromatica.
Opera dopo opera emerge un insieme di inesauribile ricchezza inventiva, fonte di intensa suggestione, grazie a uno stile pittorico per ora unico nello scenario artistico italiano.