MUNTONI GIANNI

25/08/2018

Gianni Muntoni

Il pittore Gianni Muntoni ,  (anche maestro di karatè), è nato a Siniscola  in provincia di Nuoro e vive ad Arbatax di Tortoli’ (OG)., Fin da giovane riusciva ad esprimersi con disinvoltura nel disegno. Citato più volte dalla critica ,le sue opere sono esposte in collezioni pubbliche e private. Domicilio/Studio: Via Sindaco Contu,8-08048 Arbatax Tortoli’ (OG) Tel.fax 0782/667584 cell.3287483940.E-mail :giannimuntoni@libero.it
* Esposizione a Cagliari (Pirri) in collettiva 100 aperitivi Artistici, maggio 2005.
* Esposizione in siti internet (pitture e artisti in mostra permanente)-Finalista in sito internet “Arte nel web” al concorso la tela del mese.Esposizione a Milano in collettiva Artisti “dulcis in fundo” 2005.Selezionato dall’A.I.A.M. (Accademia Internazionale d’Arte Moderna –Roma) per il Trofeo Medusa Aurea 2004/2005. Selezionato da Satura Associazione Culturale centro per la promozione e la diffusione delle Arti alla X Rassegna Nazionale d’Arte Contemporanea Saturarte 2005.    * Esposizione alla 3^ Rassegna Arti Visive Mostra di S. Luca Pontedera 2006.
* PREMIATO dall’Accademia Internazionale “Il Convivio” Messina al concorso Filippo Iuvara 2006 col dipinto “Il Dono Piu’ bello…”La Vita” acrilico su tela.
* PREMIATO al Trofeo Medusa Aurea 2006 dell’Accademia Internazionale d’Arte Moderna Roma giugno 2006 col dipinto “La Dolcezza acrilico su tela.
* Conferita nomina di Accademico per meriti artistici dall’Accademia Internazionale “ Il Convivio” Castiglione di Sicilia-Verzella 2006:
*PREMIATO alla manifestazione espositiva di pittura “ Luci,Suoni e Colori dic. 2006 al Santuario S. Maria di Montalto Messina con i dipinti “Madonna delle Grazie, tempera su tela e “ Gesu’, acrilico su tela. Selezionato dalla rivista Equitazione&Ambiente per la 1 Rassegna d’Arte Contemporanea “ Arte e Artisti di terra d’Italia” in omaggio a Luciano Pavaroti, presso il Castello di Capalbio ( GR) ,maggio 2008.Il pittore dei sentimenti, cosi  denominato dalla critica d’arte  Dott.ssa Sofia Petinelli , che affronta temi che sente profondamente nei quali trasfonde tutta la sua capacità di resa  psicologica supportandola  con colori che sceglie senza remore e timori.Il critico, Architetto Sandro Serradifalco, definisce Arte pura quella del Muntoni, che non puo’ e mai sarà riconducibile all’estremismo contemporaneo.
* PREMIATO al Trofeo Medusa Aurea 2008 dell’Accademia Intenazionale  d’Arte Moderna Roma col dipinto “Zar-Fedeltà e Sofferenza”, acrilico su tela.
* Personale al PisArtExpò 2010 (stazione Leopolda).
* Selezionato dall’A.I.A.M. per mostra in Austria a Vienna 2009 ( dipinto “ La Dolcezza”)
   *      Selezionato per la XVI edizione Premio Firenze 2009.(Palazzo Vecchio) Fiorino d’oro.
PREMIATO alla XXXIII edizione dell’Accademia Internazionale d’Arte Moderna-            Roma  2010  col dipinto “ MUFLONE sardo” maggio 2010
Esposizione ad Urzulei (OG) “Crobes e Palines- giugno 2010”
* Esposizione a Villagrande (OG) “Fiera della produttività sostenibile -sett.2010
* Esposizione a Villagrande (OG) “terra della longevità” 28/29 maggio 2011 (sala consiliare)
* Pisa (stazione leopolda)- rassegna dic.2010
* Personale al PisArte Expò 2011 (stazione Leopolda)
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Esposizione a Urzulei (OG) “Crobes e palines nella primavera d’Ogliastra” 14/15/e16
giugno2012
* esposizione a Urzulei (OG) “ Crobes e palines 14/15/16 giugno 2013

PREMIATO con targa della presidenza al concorso Internazionale XXXIV edizione dell’Accademia Internazionale d’Arte Moderna –Roma ISTITUTO SUPERIORE DI CULTURA giugno 2011 col dipinto “ AQUILA REALE  del Gennargentu”
   -Personale al PisArte- expò 2012
   – PREMIATO con medaglia d’argento al concorso Internazionale “I Due Colli “2012
Terni, col dipinto”MUFLONE del Gennargentu””
   -PREMIATO al 2° concorso Nannicini Capannoli (PI) e 1°premio della giuria popolare
col dipinto “MUFLONE del Gennargentu”.
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VINCITORE al concorso Internazionale XXXV 2012 edizione dell’Accademia Internazionale d’Arte Moderna – Roma Istituto Superiore di Cultura- con medaglia Bronzea Medusa Aurea, col dipinto “LIBERA..3”
* MEDAGLIA D’ARGENTO al XXXVI concorso Internazionale dell’Accademia  d’Arte Moderna Roma 2013 col dipinto MISTERO “Mamuthones di Mamoiada
* MEDAGLIA di BRONZO al XXXVII Concorso Internazionale dell’Accademia Internazionale d’Arte Moderna Roma 2014- Istituto Superiore di Cultura, col dipinto “LONGEVITA’ di Villagrande Strisaili:
*
Prima personale completa A Villagrande (OG)- dal 31 luglio al 10agosto 2013
* MEDAGLIA di BRONZO al XXXVIII Concorso Internazionale d’Arte Moderna Roma
2015, col dipinto SGUARDI DEL PASSATO di Villagrande, acrilico su tela 50×70.
* ESPOSIZIONE A PARIGI col dipinto LIBERA … al chiaro di luna 50×70-
acrilico su tela, marzo 2015.
ESPOSIZIONE in SVEZIA sempre col dipinto LIBERA..  al chiaro di luna ,
 ottobre 2015.
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MEDAGLIA D’ORO al XXXIX Concorso Internazionale D’Arte Moderna Roma 2016
Col dipinto “LIBERA 2 al chiaro di luna” 50×70 acrilico su tela-
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OSPITE AL XXXX Concorso Internazionale MEDUSA AUREA ROMA2017.
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PREMIO SPECIALE al XXXXI Concorso Internazionale Medusa Aurea 2018 alla presenza del Critico d’Arte Vittorio Sgarbi, col dipinto acrilico su tela 50×70 “LIBERA”
Referenze:
Accademia Internazionale d’Arte Moderna Roma via Giulio Sacchetti,  10.
Avanguardie Artistiche 2007.
Quotazione 0pere della ValArte (bolletino ufficiale della borsa valori delle opere d’Arte) :
da €. 1.000 a €. 6.500

 

Muntoni illumina il cuore della Sardegna                                                di Aldo G. Jatosti

*E dire che i primi ritratti (infantili, ingenui, certamente, ma tuttavia non semplici, perché eseguiti con pennino intinto nel calamaio contenente inchiostro di china) li aveva realizzati quando portava i calzoni corti e frequentava le scuole medie. Ed allora? “timidezza, ritrosia”, spiega. Mi viene di pensare (grosso modo i tempi sono gli stessi) a Gavino Ledda che nell’isolamento impostogli dal “padre padrone” trova la determinazione ad un riscatto e ad un destino cui nessuno potrà mai sottrarlo. In questo caso la scrittura, nella vicenda di Muntoni la pittura. In effetti l’artista dell’Olgliastra non ha mai smesso di raccontare alla carta e alla tela il mondo di fuori ma anche il mondo che gli batteva nel cuore facendoli illuminare.

Pennino e china è l’incipit, dunque. Poi verranno l’acquerello, la tempera, l’olio, l’acrilico. Niente “bottega”: il nostro piccolo Giotto non ha un Cimabue che lo prenda con sé e gli insegni tutto, ma proprio tutto. La cabina di regia è dentro il suo cervello di ragazzo determinato: da lì vengono fuori le cose che impara ad amare a mano a mano che le conosce. Egli si guarda intorno: il mare, certo, ma anche i boschi, i pascoli con l’interminabile sinfonia “che mai non resta” di colori, odori, cieli e nuvole, pietre di granito e suoni, aquile e mufloni “del Gennargentu”.

Tutto appreso, metabolizzato, interiorizzato con un incedere maschio, rude, quasi scontroso, come può essere un ragazzo mite e ingenuo, soggiogato dalla bellezza. Un po’ alla volta, assecondando la scansione quaternaria degli anni in tutta la loro suggestiva vis evocativa, il ragazzo cresce e le esperienze con lui, e la voglia di conoscenza anche. Non può sapere l’imperativo di Dante (“fatti non foste a viver come bruti/ma per seguir virtute e canoscenza”) ma vive come se facesse parte di sé.

Il pennino non basta più, neppure l’acquarello. È pronto al grande balzo: l’olio, il grande maestro da rispettare, da venerare. Impara da solo, Muntoni, a prepararsi, impastandoli, i mezzi toni, per accendere o incupire i colori di base. Grande scuola, questa, superata la quale “l’apprendista” potrà diventare “stregone”. La magia ci vuole, eccome!, altrimenti come fai a scavare i lineamenti dei soggetti, come fai a illuminargli lo sguardo oppure a renderlo triste o pensieroso? come fai a trasferire dentro le pieghe degli abiti ogni nuance e il taglio singolare dei primi piani sui quali si deposita, perché evocata, l’impressione della luce e dei colori? Direi che Muntoni quasi si esalti nei ritratti, impiegando grande libertà compositiva sorretta da un sicuro impianto formale, che mentre ammicca alla tradizione coloristica-classica italiana, strizza l’occhio all’indagine psicologica assolutamente moderna, sottolineata da una pennellata incisiva intrisa nella materia (l’olio) pastosa che insieme con la luce accentua la forza interpretativa. E questo vale anche se i soggetti appartengono al regno animale, come l’“Aquila reale” e il “Muflone” (“del Gennargentu”). Questo perché la sua tecnica pittorica, che è costituita da una racconto continuo, svolto attraverso stilemi ben scanditi e unitari, ama essere testimone d’una storia, in ogni sua dinamica espressiva, di cui coglie le interrelazioni, analizza, commenta e cattura la realtà, anche quando si tratta di soggetti religiosi (“La Madonna delle Grazie”, “Gesù”, del 2006). Mentre in altri artisti la pittura viene usata per illustrare dei contenuti il cui baricentro rimane altrove, in Muntoni le immagini portano diritto al cuore, facendo vedere, vivere e condividere un mondo che è, insieme, concreto e spirituale, paesaggistico e antropico, immanente e trascendente. In questa accezione si può dire che la sua pittura è un’apocalisse, cioè – etimologia alla mano- “una rivelazione” Se il famoso autore e scienziato Strabone dovesse definire ciò che ci da Muntoni, molto probabilmente direbbe: “Spectaculum cuiusdam litteraturae illitterato”. Davvero è una forma di spettacolo che può essere intesa e goduta anche da chi non è addetto ai lavori. Questo è un merito!
Arbatax, 31 luglio 2013

GIANNI MUNTONI

Gianni Muntoni rientra con gran
diritto tra quegli artisti che con magistrale
capacità interpretativa propongono
una dialettica pittorica di grande
fascino fruitivo.
D’altronde la perfezione del dettaglio
segnico non lascia spazio ad ulteriori
interpretazioni.
Gianni Muntoni è uno di quei pittori
che sa dipingere per il semplice motivo
che ancor prima è in grado di disegnare
e l’ opera in questione ne è
degnissima prova.
L’artista sardo con i suoi dipinti
valorizzati da estremizzazioni estetiche
pone un punto di dialettica su ciò
che deve essere un elaborato artistico
con temporaneo
Non più elemento d’ estrapolazione
individualistica del soggetto artista
(così come siamo abituati a considerare
la realtà quotidiano d’oggi filtrata
dal fare spesso assurdamente estremo)
ma pura devozione verso il soggetto
rappresentato.
Pura maestria descrittiva che è deputata
dallo stesso a scalfire il cinismo
dell’ osservatore, l’insoddisfazione
del fruitore, la sterilità di colui che
non apprezza per la sua puerile paura
del fattore cognitivo.
Arte pura quindi quella del Muntoni
che non può e mai sarà riconducibile
alI’ estremismo contemporaraneo
piuttosto ben saldamente ancorata
alla lirica tradizione descrittiva

Sandro Serradifalco

AQUILA REALE (sarda) 50x70-acrilico su tela
“Aquila reale sarda ” acrilico/tela cm 50×70

La Dolcezza- nero acrilico su tela 40x50
“La dolcezza ” acrilico/tela cm 40×50


LONGEVITA'(V illagrande Strisaili) 50x70 acrilico su tela
“Longevita’ ” acrilico/tela cm 50×70

MISTERO..(Mamuthone di Mamoiada- 50x70-nero acrilico su tela
“Mistero ” acrilico/tela cm 50×70
LIBERA 1 al chiaro di luna
“Libera al chiaro di luna ” acrilico/tela cm 50×70