Guido Nucciio

27/11/2015
Guido Nucciio

NUCCIO GUIDO
pittore

Nuccio GUIDO fa il suo esordio nel mondo dell’arte nel  1970. muovendo i primi passi all’ombra dei pittori  Amanteani che, in quel periodo, occupavano tutti gli spazi artistici: Mario Aloe, Aldo Carotenuto, Francesco Furgiuele, Michele Sconzatesta e Nando Turrà. Ed è proprio l’arte di quest’ultimo e la sua tecnica che colpiscono l’animo e la fantasia del giovane pittore. Le sue prime tele, infatti, sono pervarse dalla voglia di imitare il Turrà scelto a suo modello e Maestro. La grande amicizia, nata in seguito e l’irrefrenabile voglia di dipingere di Nuccio, spingono il più maturo ed affermato Maestro a consigliarlo, viste le apprezzabili qualità delle sue prime opere, ad una ricerca continua per acquisire stile e cromatismi personali sganciati dai modelli che non gli permettevano di evidenziarne le grandi potenzialità. Tali affettuosi ed amorevoli consigli, colti e seguiti con grande intelligenza e modestia, liberano la personalità del giovane artista tanto da fargli acquisire in breve tempo, un inconfondibile stile ed un gran salto di qualità.
Trasferitosi a Portofino (1972) viene a contatto con la pittura e le Maestranze liguri: Wilna Traxsino, Novella Parigini, Alberto Guerri, lo scultore Edoardo Ceccardi, I’acquarellista Guido Gagliardi, il francese Jean Paul Denis e Natale Autelitano, sono gli Artisti che frequenta assiduamente diventandone per le sue doti umane oltre a quelle artisti che, amico e Collega.
II lungo periodo (dieci anni), vissuto sulla riviera ligure, consegneranno l’artista calabrese al mondo della Critica d’Arte che subitosi accorse del talento e della pittura di Nuccio Guido.
Le sue opere sono infatti presenti in moltissime Collettive nelle più importanti Gallerie italiane ed è proprio in queste occasioni che incontra il Maestro Treccani che, ammirato dalla bontà delle sue opere, lo sprona ad intensificare il suo lavoro. È così, ormai, i bruni, le terre bruciate, le ocre del primo periodo e il gusto quasi monocromo del secondo periodo (dominato dal verde), hanno lasciato il posto alle tinte tenue, quasi da chiarista o, da acquarellista. In questo periodo certamente, è la bellezza dei luoghi e l’influenza del Gagliardi a “Catturare” l’animo e il gusto dell’artista. Realizza opere con tecnica mista specializzandosi in quella grafico-colore in cui i gialli i verdi e gli azzurrini so”no le tonalità dominanti.
La scelta della nuova tavolozza non è solo un caso, ma è il naturale sbocco delle nuove abitudini: sul far del giorno “En plein air”, incomincia il suo lavoro di pittore. E sono proprio queste nuove abitudini che gli consentono d’incontrare il pittore Michele Cascella, già avanti negli anni ma ancora davanti al suo cavalletto, sul far del giorno che realizzava le sue nature da sogno.
La presenza di un grande artista e i colori limpidi del primo mattino, erano degli stimoli irrefrenabili e Nuccio non perdeva occasione per carpire al maestro il segreto di un impasto o la scelta di una tonalità quando con mano esperta, raccontava le sue tele. L’amicizia con Cascella (loro luogo d’incontro era spesso il salone di Alberto, un barbiere di Portofino) e, i lusinghieri giudizi dati dal Maestro alle sue opere sono per Nuccio Guido un grande stimolo. in questo periodo che la stampa specializzata, le riviste e i cataloghi d’arte si occupano’ in modo più massiccio e continuo della Pittura dell’artista.    Quando a Ferrara viene premiato assieme a Remo Brindisi avviene la definitiva consacrazione del pittore calabrese. I suoi scorci, con ruderi saturi di storia, le sue marine trasparenti, le nature morte (o come l’autore ama definirle sul modello francese “natura silente”), i suoi acquarelli e le sue chine, sono racconti eseguiti con delicatezza, quasi eterei ed impalpabili, i toni sono dolci e sfumati come le brezze dei mattini della Riviera Ligure.  Conclusa l’esperienza ligure, ritorna nella sua Amantea le cui radici gli erano rimaste indelebilmente dentro. E qui, continuando con grande zelo il suo lavoro, e forte della sua maturità raggiunta e della esperienza conseguita dà saggio della sua arte con un affresco realizzato nella chiesetta di S. Giuseppe.
Le sue opere sono ormai presenti in tutto il mondo dalla studio Gianca di Firenze all’Art. show Trade   di New Jork  alla Artexpo California di Los Angeles.
II ritorno nel Sud non ha modificato la sensibilità e la scelta dei soggetti, né lo stile artistico raggiunto in Liguria. Continua infatti, a prediligere la pittura “En plein air” ma la sua tavolozza pur rimasta limpida e fresca, acquista il temperamento della gente del Sud diventando più incisiva nei giuochi dei chiaro-scuri; la pennellata è meno leziosa, è più corposa e `nervosa, ma sempre decisa ed essenziale.    Ha raggiunto, ormai, una proprietà di sintesi sia tecnica che croma­tica da fargli occupare, senza dubbio, un posto di rilievo’ nel panorama nazionale dell’Arte Contemporanea.

Salvatore SCIASCIA

guido

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