Marchitto Lino

27/06/2018

Il rapace    LA TOMBA VUOTA  Profezia di Simeone            Il rapace                                                                     Profezia di Simone                                                                       La tomba vuota

NOTE CRITICHE:

per l’opera “Il rapace”

Sconfitti i suoi avi dai Romani, Lino Marchitto e’ partito negli Anni ’60 da Morrone del Sannio alla conquista di Roma, dove si e’ formato nei fermenti artistici di Via Margutta, cui resta ancor oggi legato. Membro dell’Accademia Tiberina, la cultura classica di cui dispone gli consente di trarre ispirazione dal passato che rivive come retaggio in grado di arricchire molte delle opere che illustrano il suo percorso creativo. Il lavoro svolto in campo edile gli ha messo a disposizione molti materiali, spesso di risulta, sui quali incide un segno artistico di grande evidenza nobilitando il proprio operare non in termini di “arte povera” ma di potenza gestuale e della incisività insita nel cemento che si piega demiurgicamente ad una precisa volontà d’arte, che talora si ingentilisce con delicatezze pittoriche. Un considerevole esempio di queste doti viene offerto da uno degli ultimi lavori di Marchitto, presentato a concorso, “Il rapace”, un’aquila colta dal bassorilievo con i tratti di un disegno pieno di raffinata delicatezza che nulla toglie alla potenza ascensionale della regina dei cieli. La sfumata monocromia che la delinea ha un sapore di virtuosismo acquerellistico che si incide con sapienza sulla dura superficie annullandone il peso per esaltare la libertà di un volo di leonardesca memoria.

Stralcio del commento critico sull’opera scultorea Arte sacra “La tomba vuota”, a cura del Presidente dell’Accademia Santa Sara Cav. Flavio De Gregorio, gennaio 2015 .

-“..Il contenuto iconografico consono a strutturare la scultura di Lino Marchitto si evolve verso un modello rappresentativo di silenti risvolti riassuntivi, sostanzialmente visti in condizioni nuove dal punto di vista plastico. Resta appunto il concetto dell’artista che diviene unicità, attesa meditativa a seguito di un riassetto della forma dai cui piani sono consolidate varie intese atte a significare una variante cognitiva nella cui predisposizione alla ricerca sono conformi gli eloquenti stati d’animo dell’artista. E’ una scultura quella creata da Lino Marchitto sannita dove il senso della vita esplora a pieno la condizione terrestre spaziando nel viaggio cosmico proprio della rievocazione interiore del sogno in consueto adombramento intelligentemente interposto al tratto”.
Stralcio del commento critico, relativo al Premio Otto Dix 2016, sull’opera scultorea di arte sacra “La profezia di Simeone”, a cura del Cav. Flavio De Gregorio Presidente dell’Accademia Santa Sara, giugno 2016

-“Il segno da cui viene espressa la viva partecipazione dell’artista Lino Marchitto, nella sua opera scultorea, trae oggettività mediante un archetipo antico, da cui si instaura la simbolica appartenenza storico-moderna. Per quanto coerente, il tratto che guida la poetica e riflessiva risposta dell’autore si assottiglia in linearità progressiva, definendo una realtà intrisa di frammenti simbolici da cui trarre la ricercata essenzialità e per la cui esternazione percettiva, il soggetto profetico a cui fare riferimento denota un’obbiettiva qualità monolitica, direi composta e meticolosamente grata alla rielaborazione neoclassica atta a valorizzare le trattate condizioni estetiche della stele.”